Dodici spettacoli tra prosa e teatro per le nuove generazioni, percorsi di accompagnamento alla visione, il ritorno della rassegna cinematografica e, ancora, tanti eventi collaterali. Si presenta così, ricca e quanto mai aperta e multicolore, la stagione 2026/2027 del Nuovo Teatro Comunale “Domenico Mastrorilli” di Ruvo di Puglia che, con il titolo “Cosa sono le nuvole? – volume 2”, prosegue il percorso e la visione inaugurata lo scorso anno, quando ha ricevuto il prestigioso riconoscimento di Centro di Produzione teatrale per l’Infanzia e l’Adolescenza da parte del Ministero della Cultura. Un traguardo che ha rappresentato un passaggio importante e che conduce la compagnia La luna nel Letto ad aggiungere, oggi, un tassello ancora più prezioso al suo mosaico: produrre e accogliere a Ruvo di Puglia il grande scrittore Daniel Pennac.
È con questo nome e con l’esclusiva regionale de L’occhio del Lupo. Uno spettacolo da tavolo, scritto e interpretato da Pennac insieme a Massimiliano Barberini, che prenderà infatti il via la stagione di prosa. Ben sei le repliche – dal 15 al 20 dicembre – per uno spettacolo coprodotto con Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse e Fondazione Teatri di Pistoia. In questo lavoro, due amici si scoprono animati dalla voglia di tornare a creare qualcosa insieme. L’ambiente di gioco scelto è il teatro e, più specificatamente, il teatro da tavolo. Oggetto della creazione, una storia ormai diventata un classico, ma in una forma nuova e con un nuovo modo di raccontarla, nella certezza che, come diceva Italo Calvino, un classico non ha mai finito di dire quello che ha da dire. Il classico in questione è L’occhio del Lupo e i due amici sono Daniel Pennac, autore della storia e Massimiliano Barbini che, esercitandosi sulle opere di Shakespeare e Moliere, ha sperimentato le potenzialità di un teatro di oggetti che prendono vita su un tavolo-palcoscenico.
Altri cinque, da gennaio ad aprile, gli spettacoli di prosa in cartellone: domenica 17 gennaio sarà la volta di Tesse Penelope Tesse. Poema in prosa, con testo, lettura e regia di Teresa Ludovico, musiche di Erica Mou, prodotto da Teatri di Bari. Un canto dolente per l’impossibilità di interrompere i cicli violenti della storia, con voci che arrivano dal Mediterraneo e viaggiano attraverso epoche e terre diverse. Segue, domenica 21 febbraio, Nuda Preghiera, atto unico di Emilio Rentocchini con la regia di Michelangelo Campanale e l’interpretazione di Angela Malfitano e Paolo Musio: un testo straordinario per il teatro di uno dei poeti italiani più importanti di questi anni. L’opera è un tentativo di esprimere ciò che di più difficile vi è da afferrare e da rendere in parole, ossia il sentimento dell’amore. Domenica 14 marzo, invece, sul palco del Nuovo Teatro Comunale di Ruvo di Puglia salirà Gianrico Carofiglio con il suo Elogio dell’ignoranza e dell’errore. Uno spettacolo in cui lo scrittore, prendendo spunto da aneddoti, dalla scienza e dallo sport, da pensatori come Machiavelli, Montaigne e Sandel, ma anche da Mike Tyson, Bruce Lee e Roger Federer, ci racconta la gioia dell’ignoranza consapevole e le opportunità che nascono dal riconoscere i propri errori. La stagione di prosa proseguirà, poi, sabato 20 e domenica 21 marzo con Terry, la guerr n’ cap, una produzione La Luna nel Letto ispirata ai racconti di vita di Teresa Lamacchia, in arte Terry. Una cantante, la star di Capurso, fino al giorno del suo arresto. Poi il processo, la condanna, la pena, il carcere. Dieci anni di detenzione in cui Terry impara la legge, la studia, ne scopre i limiti, le contraddizioni: una testimonianza-show in cui la protagonista racconta con rabbia e ironia la sua storia, tra karaoke, lustrini e lucine al neon, su quel palcoscenico che ha sempre sognato di calcare. Ultimo spettacolo sarà, infine, Every brilliant thing (le cose per cui vale la pena vivere), prodotto da TSS Teatro Stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, che andrà in scena sabato 10 e domenica 11 aprile. È un’opera teatrale dello scrittore britannico Duncan Macmillan: un’autobiografia brillante scandita da una lista di cose per cui vale la pena vivere, con la regia di Fabrizio Arcuri e Filippo Nigro e l’interpretazione di quest’ultimo.
In cartellone, anche sei spettacoli tout public, pensati per tutta la famiglia: si parte domenica 6 dicembre con Toc Toc, produzione consigliata per bambini a partire dai 3 anni di età; drammaturgia e regia di Raffaella Giancipoli, con Deianira Dragone e Anna Moscatelli. Appuntamento, poi, mercoledì 6 gennaio con la matinée di Prima e Poi, di e con Gianna Grimaldi, un racconto dello scorrere del tempo attraverso il cambio delle stagioni nel ciclo che naturalmente si ripete in un susseguirsi di piccoli adesso fatti di scoperta, sorpresa, emozione e attesa (età consigliata 0-3 anni). Quello stesso giorno, sul palco alle 17.30, sarà il momento di Jack. Il ragazzino che sorvolò l’oceano (una storia tra cielo e mare), spettacolo vincitore Festebà 2024, prodotto da La Luna nel Letto con Maria Pascale e Michelangelo Campanale, che ne cura anche la regia. Domenica 31 gennaio la celebre fiaba di Biancaneve sarà “contaminata” dalla presenza di due improbabili nuovi protagonisti nello spettacolo Lo specchio della Regina di Antonio Viganò, premio Eolo 2025 come migliore spettacolo per le nuove generazioni, con le coreografie di Eleonora Chiocchini (età consigliata: dai 10 anni), mentre domenica 7 marzo La Luna nel Letto in collaborazione con Teatrodelleapparizioni porta in scena Nilù, un giorno, di notte, di Roberta Ferrari, regia di Fabrizio Pallara e interpretazione di Lisa Lippo Pagliai. Uno spettacolo che ruota intorno ad una città fatta di buio e di silenzio, dove le persone vivono oppresse da un re oscuro che ha coperto il sole e dove una bambina sempre più schiacciata dalle leggi di questo re, è curiosa di guardare oltre tutto quel buio. Infine, domenica 4 aprile, di scena sarà C’era una volta l’Africa – Dalle storie di Bakary Diaby della compagnia Bottega degli Apocrifi. Un racconto di immagini, suoni e almeno due lingue: il “bambara”, lingua della sua infanzia e l’italiano, che Bakary parla come una lingua bambina, donandogli colori nuovi.






















